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 Capitolo 2

Normativa sulle ferie dei dipendenti

La legge italiana sancisce il diritto alle ferie retribuite per un numero minimo di giorni. Stabilisce anche chi decide le ferie e le sanzioni per le ferie non godute. Scopriamo insieme questi e altri capisaldi del regolamento ferie.

Autore: Dipendenti in Cloud

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La gestione delle ferie è una questione molto seria: Decreti Legislativi, sentenze e persino la Costituzione si sono pronunciate in merito.

È quindi molto importante rispettare il regolamento ferie. In caso contrario, i rischi sono dietro l’angolo. Potrebbero sorgere contenziosi di lavoro con i dipendenti e i sindacati. Le sanzioni previste poi sono molto pesanti: quelle per le ferie non godute, ad esempio, possono superare i 4000€.

Stai già pensando di fare una full immersion di diritto del lavoro? Aspetta. Prima inizia a leggere questo articolo: troverai i principi della normativa ferie spiegati in modo semplice.

 

Diritto alle ferie: sancito dalla Costituzione

Iniziamo dalle basi: il diritto alle ferie è la facoltà del dipendente di prendersi un riposo retribuito, per recuperare le energie psicofisiche e le relazioni sociali. 

Questo diritto si estende a tutti lavoratori dipendenti, qualunque sia la loro qualifica, mansione o contratto applicato. Viene riconosciuto anche ai soggetti impiegati nei lavori socialmente utili, nei lavori di pubblica utilità e nei progetti di inserimento. L’obbligo di concedere le ferie retribuite non spetta solo alle imprese, ma anche ai datori di lavoro individuali. 

Il diritto alle ferie viene sancito dall’articolo 36 della Costituzione: “il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Attenzione, quindi: per il dipendente è obbligatorio godere delle ferie. Questo punto è molto importante e ci servirà per trattare i temi successivi.

 

Chi decide le ferie: la risposta nell’art. 2109 del Codice Civile

Hai rifiutato la richiesta di ferie di un dipendente, perché non compatibile con il lavoro dell’azienda. Lui si è presentato nel tuo ufficio e si è lamentato, rivendicando la sua libertà di assentarsi. Chi ha ragione?

Questa è la risposta che dà l’articolo 2109 del Codice Civile: le ferie devono essere godute “nel tempo che l'imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro”.

Una posizione certamente non risolutiva, ma che trasmette alcune fondamentali verità:

  • Chi decide le ferie sei tu, datore di lavoro;
  • Nelle tue decisioni devi sì tenere conto delle esigenze dell’azienda, ma non puoi neanche trascurare le necessità del lavoratore.

In ultima analisi, ti suggeriamo di cercare sempre un compromesso con il tuo dipendente.

 

Quante ferie spettano: il limite minimo del D.Lgs 66/2003

Quante ferie devi concedere ogni anno? Controlla innanzitutto il contratto collettivo di riferimento per l’attività della tua azienda: lì troverai il numero esatto di giorni. Se non esiste un contratto relativo al tuo settore, tieni fede al limite stabilito dalla legge.

Il numero minimo di ferie viene sancito dal Decreto Legislativo 66 del 2003: “il prestatore di lavoro ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. I contratti collettivi di lavoro possono stabilire condizioni di miglior favore”.

 

Fruizione delle ferie: quando deve avvenire

Entro quando vanno consumate le ferie? La normativa ferie impone limiti ben precisi. Secondo il Decreto Legislativo 213 del 2004, delle quattro settimane di ferie obbligatorie:

  • almeno due settimane devono essere godute nell’anno di maturazione, anche in modo consecutivo, se il lavoratore lo richiede;
  • le altre due entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

Quindi, ad esempio: un lavoratore che nel 2020 matura quattro settimane di ferie ne deve consumare due entro dicembre 2020 e due non oltre il 30 giugno del 2022. Come assicurarti che ciò avvenga? Puoi iniziare con la pianificazione delle ferie.

 

Divieto di pagamento delle ferie non godute (monetizzazione)

Un dipendente non gode delle ferie entro i limiti prescritti, per sua volontà, oppure per altre motivazioni. È possibile trasformarle in un compenso economico?
L'art 10 del Decreto Legislativo 66 del 2003 ci dà la risposta: “Il predetto periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito dalla relativa indennità per ferie non godute, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro”.
Questo vuol dire che:

  • non puoi pagare le ferie non godute (divieto di monetizzazione),
  • la proibizione è valida solo per le ferie obbligatorie (le quattro settimane imposte dalla legge),
  • fa eccezione la risoluzione del rapporto di lavoro (che approfondiremo nel capitolo “ferie non godute”).

 

Sanzioni per ferie non godute

Come abbiamo visto, la fruizione delle ferie deve avvenire entro determinate date. Cosa succede se questo obbligo non viene rispettato?

L’articolo 7 della Legge 183/2010 stabilisce le sanzioni:

  • da 100 a 600 euro per ogni lavoratore,
  • da 400 a 1500 euro con violazioni per oltre 5 lavoratori o 2 annualità,
  • da 800 a 4.500 euro con violazioni per oltre 10 lavoratori o durate almeno 4 anni.

 

Ferie e preavviso: non possono coincidere

Superati gli obblighi e i divieti più generali, ora vediamo cosa prescrive la regolamentazione ferie per alcuni casi specifici.

Un dipendente ti ha presentato la richiesta di dimissioni, oppure tu lo vuoi licenziare. In entrambi i casi scatta il preavviso, cioè il periodo che intercorre tra la comunicazione della decisione e l’ultimo giorno di lavoro. La durata è variabile e viene stabilita dai contratti collettivi.
Consultando il profilo del lavoratore, hai notato che ha ancora ferie residue. Puoi farle coincidere con il preavviso? La risposta è no e arriva dall’articolo 2109 c.c. (Codice Civile). Come da definizione, le ferie sono dedicate al riposo, al contrario del preavviso, in cui il dipendente deve lavorare. Se vuoi proprio far consumare le ferie, dovrai sospendere il preavviso e posticipare la data di fine lavoro di tanti giorni quanti sono quelli di riposo.

C’è solo un’eccezione alla regola: la tutela di chi subisce il recesso. Questo vuol dire che, se il dipendente presenta le dimissioni, tu potrai stabilire le ferie durante il preavviso, senza spostare l’ultimo giorno di lavoro. Al contrario, in caso di licenziamento, il lavoratore deciderà se fruire delle ferie durante il preavviso. Tutto, ovviamente, può avvenire solo se c’è un accordo scritto e firmato da entrambe le parti.

 

Malattia durante le ferie: cosa succede

Ed eccoci al secondo caso: un dipendente si ammala durante le ferie. La Corte Costituzionale è entrata nel merito nella sentenza n.616 del 30 dicembre 1987: la malattia interrompe le ferie quando va a intaccare il riposo e la rigenerazione delle energie psicofisiche del lavoratore. La sospensione delle ferie per malattia quindi non avviene sempre, ma a determinate condizioni: te lo spieghiamo meglio nel capitolo dedicato al rapporto tra ferie e malattia.

 

Paura di sbagliare? Aiutati con un software

Le regole da rispettare sono davvero tante, non è vero? E ci siamo solo limitati alla descrizione di una piccola parte della normativa ferie.
Non preoccuparti, alcuni strumenti ti possono semplificare la vita. Il nostro software di gestione delle ferie, ad esempio, ti permette di tenere sotto controllo:

  • la richiesta e l’approvazione delle ferie: tutto il processo si svolge all’interno del programma e rimane tracciato;
  • quanti dipendenti sono presenti in azienda: per decidere con più consapevolezza se concedere o no le ferie a chi te le ha chieste;
  • il calcolo delle ferie: a partire dal numero di giorni di ferie in un anno, il software ti calcola in automatico il rateo di maturazione mensile;
  • la fruizione delle ferie: un dipendente sta consumando le ferie obbligatorie? Puoi verificarlo in un attimo;
  • le ferie non godute: potrai correre ai ripari ed evitare le sanzioni.