Festività non godute: cosa sono e come vengono retribuite in busta paga

Cosa sono le festività non godute e come vengono retribuite in busta paga? In questo articolo trovi cosa stabilisce la normativa in merito e come vengono gestite tali festività in busta paga.

Autore: Dipendenti in Cloud

 

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Le festività non godute sono quelle che cadono in un giorno di riposo settimanale del lavoratore, in un giorno di ferie o di permesso prenotato, oppure di domenica.

Si tratta di tutti quei casi in cui il lavoratore non può godere del giorno di festa perché quel giorno è già considerato festivo.

Vediamo, quindi, quali sono i giorni di festa nazionale e patronale, la normativa che regolamenta le festività non godute e come interpretarle in busta paga.



 

Cosa sono e quali sono i giorni di festività riconosciute

Ma cos’è la festività non goduta? Le festività non godute si hanno quando una festività cade in coincidenza di un’altra festività e non in un giorno normalmente lavorativo.

È necessario conoscere quali sono le feste nel calendario, in modo da avere ben chiaro come comportarsi con i dipendenti.

Ci sono delle festività ricorrenti in cui gran parte delle imprese interrompono le proprie attività. Ecco secondo la legislazione italiana quali sono: 

  • 1 gennaio. Il primo giorno dell’anno è sempre considerato festivo,
  • Epifania. Il 6 gennaio,
  • Lunedì dopo Pasqua che viene definito lunedì dell’Angelo,
  • Giorno della Liberazione. 25 aprile,
  • Festa dei lavoratori. 1° maggio,
  • Festa nazionale della Repubblica. Il 2 giugno,
  • Festa dell’Assunzione. Il 15 agosto,
  • Ognissanti. Il 1° novembre,
  • Immacolata Concezione. L’8 dicembre,
  • Santo Natale. 25 dicembre,
  • Santo Stefano. 26 dicembre,

La festa patronale. In questo caso dipende dal luogo in cui si lavora. 

Se, ad esempio, il 1° maggio cade di domenica viene considerato come festività non goduta, perché il lavoratore non può godere del giorno di festività. 


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Cosa stabilisce la normativa sulle festività non godute

In tema di festività non godute, si fa riferimento alla legge n° 260 del 27 maggio 1949, che nel corso degli anni ha subito modifiche inevitabili per rappresentare al meglio le numerose esigenze della società e di tutti gli ambiti professionali.

Secondo questa normativa, se la festività cade in un giorno infrasettimanale tutti i lavoratori hanno diritto a un giorno di riposo retribuito.

Se sussistono casi in cui in quel preciso giorno di festività nazionale il datore di lavoro richiede la presenza del dipendente, questo viene pagato con un indennizzo in busta paga per lavoro straordinario. Il datore di lavoro deve osservare ciò che afferma questa legge, ma anche le disposizioni della contrattazione collettiva (CCNL).

 

Cosa succede se la festività cade di domenica

La legge 260/1949 all’articolo 5 comma 3 spiega che per la festività cadente di domenica al lavoratore deve essere corrisposta la normale retribuzione giornaliera con l’aggiunta di un’ulteriore retribuzione equivalente all’aliquota giornaliera.

Ciò non avviene invece quando il dipendente non lavora di sabato e in tale giorno cade una festività. Vediamo perché.

Scopri i principali permessi di lavoro, le loro caratteristiche e come gestirli.

 

Cosa succede se la festività cade di sabato

Caso diverso se la festività cade di sabato non lavorativo, cioè quando l’orario di lavoro è suddiviso nell’arco dei cinque giorni feriali, dal lunedì al venerdì. Il sabato viene considerato semplicemente un giorno non lavorativo, ma non festivo.

Il motivo è semplice: il lavoratore secondo il suo contratto non avrebbe comunque lavorato in questo giorno, quindi non gli spetta un ulteriore indennizzo.

Per meglio dire, secondo le legislazione italiana il sabato non è mai considerato un giorno lavorativo, eccetto eccezioni e casi rari. Inoltre, bisogna sempre considerare le disposizioni del CCNL a cui l’attività della propria azienda fa capo

 

Pasqua e festività non goduta

E come deve essere considerata la Pasqua che cade sempre di domenica? Non si può godere di entrambi i giorni di festa.

Il lavoratore viene, quindi, retribuito in busta paga alla voce festività non goduta e gli spetta infatti una retribuzione ulteriore rispetto a quella normale.

Possono esserci delle variazioni a seconda del tipo di contratto. Questo perché le varie voci in busta paga dipendono da vari fattori come la tipologia di lavoro e le ore settimanali oltre che dai giorni lavorativi stabiliti.

Scopri anche come si leggono i rol in busta paga.

 

Come vengono retribuite le festività non godute

Le festività non godute, come abbiamo visto, sono tutte le festività nazionali e patronali che, grazie alla legge n° 260 del 27 maggio 1949, vengono comunque pagate e inserite in busta paga con un indennizzo rispetto alla normale retribuzione.

La festività viene così retribuita:

  • se cade in un giorno infrasettimanale è compresa nella normale retribuzione (se si tratta di un lavoro dal lunedì al venerdì) perché il lavoratore ha usufruito del giorno di festa,
  • se cade di domenica viene pagata con un indennizzo,
  • se cade di sabato è inclusa nel mese.

Questi i casi generali, ma ogni Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro ha la sua specificità che è necessario conoscere.

 

 

Dove si trovano le festività non godute in busta paga

La busta paga presenta voci ben precise che non sempre si riesce a capire. Quella delle festività non godute si trova nella parte centrale, precisamente dove trovano posto le ore lavorate quotidianamente e lo stipendio maturato.

Qui è possibile controllare voci e dettagli della retribuzione mensile sia per la festività non goduta sia per tutto ciò che non si ha chiaro e necessita di un’attenzione in più.

Nonostante in linea generale si possa parlare di festività non goduta soltanto se questa cade di domenica, ci sono sempre eccezioni ed elementi da analizzare in base al CCNL di riferimento che, ricordiamo, varia da professione a professione e spesso anche in base a ogni singolo caso.

Ecco perché è necessario conoscerlo nel dettaglio per capire quali sono i diritti del lavoratore e le particolari modalità di retribuzione che questa sia riferita alla festività non goduta o al regolare svolgimento delle ore lavorative.


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