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Essere un leader per i tuoi dipendenti: come diventarlo e migliorare le prestazioni

La leadership è un concetto alla portata di tutti, non solo dei grandi business. Scopri come diventare un leader efficace e quali benefici porta.

Autore: Dipendenti in Cloud

 

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Si parla di leadership praticamente ovunque, dalla politica al gruppo di amici. Quando tu - titolare, amministratore o responsabile di piccola e media impresa - puoi considerarti un leader per i tuoi dipendenti? Perché lo dovresti essere? Come iniziare un percorso che, da “semplice capo” che si limita a impartire ordini, può farti diventare un leader stimato ed efficace?

Nell’articolo risponderemo a queste domande. Vedremo le definizioni essenziali, faremo alcune riflessioni chiave e infine ti daremo dei consigli su come comportarti da buon leader nei confronti dei tuoi dipendenti.

 

Cosa significa essere un leader

La parola “leadership” deriva dall’inglese “to lead” (guidare, condurre). Essere un leader significa quindi guidare un gruppo di persone verso una meta. Da questa definizione capiamo già due caratteristiche di un leader:

  • è capace di farsi seguire (altrimenti non potrebbe guidare nessuno),
  • sa cosa vuole raggiungere, quindi ha stabilito degli obiettivi.

La leadership non deriva dal ruolo: non basta posizionarsi in alto nella gerarchia aziendale per considerarsi automaticamente un leader.

Il leader è tale nel suo atteggiamento e nei comportamenti di ogni giorno.
Prima di lavorare con gli altri, opera su se stesso: è in grado di guidare le proprie intenzioni, affronta un processo di crescita interiore, è curioso, incline al continuo apprendimento e si mette sempre in gioco.

Il leader, prima di prendere decisionima preferisce prima ascoltare consigli e suggerimenti da altre persone
Inoltre, tende a non imparire ordini, ma a coinvolgere i dipendenti nei compiti che assegna loro. 

Un vero leader si sente il capitano di una squadra, cioè di un insieme di persone che si comporta come un unico essere diretto alla meta, e non un dirigente di un gruppo in cui ognuno pensa e lavora per sé. Si dimostra veramente interessato al parere e allo stato d'animo di tutti e non fa predonimare i propri interessi personali.   

 

Quali sono i vantaggi dell’essere un leader

Un leader non impartisce ordini, ma:

  • presenta i compiti,
  • illustra gli obiettivi,
  • valorizza il ruolo di ognuno per il successo dell’iniziativa.

Di conseguenza, il collaboratore si sente coinvolto e si impegna di più. Il suo rendimento è elevato, sicuramente più alto rispetto a quello di un lavoratore che pensa a svolgere la sua mansione solo per arrivare al termine della giornata.

Inoltre, un leader, dato che è più propenso al rapporto con i dipendenti, conosce le peculiarità, le abilità, i punti di forza e di debolezza di ognuno. Riesce quindi a identificare chi è più portato per un determinato compito, massimizzare l’efficienza di tutte le persone coinvolte e a portare a termine i lavori con i migliori risultati.

 

 

Come diventare leader: alcuni consigli pratici per iniziare

Veniamo ora al pratico e vediamo come comportarti per migliorare costantemente le tue doti di leader.

1. Impara ad ascoltare

Quante volte sentiamo gli altri, ma senza ascoltarli veramente? Capita a tutti: sommersi dagli impegni, ci ritroviamo a svolgere più compiti contemporaneamente. Così, mentre loro ci parlano, noi stiamo rispondendo a una mail, oppure portando avanti una pratica urgente.

Ascoltare i dipendenti è fondamentale, non tanto per rispondere alle loro domande, ma per:

  • intuire eventuali difficoltà, nell’individuo e nel gruppo e porvi rimedio prima che la situazione diventi insostenibile;
  • conoscere le persone e capire quali sono le caratteristiche distintive e potenzialità di ognuno, così da impiegarle durante il lavoro;
  • comprendere le loro opinioni su determinate iniziative aziendali e, perché no, prenderle come spunto;
  • far sentire i dipendenti rispettati e valorizzati.

Quindi l’ascolto non è solo una dote di un buon leader, ma anche estremamente utile. Infatti, tante informazioni potrebbero aiutarti a migliorare il modo in cui stai conducendo l’attività e gestendo i tuoi dipendenti.

2. Comunica in modo chiaro e trasparente

Oltre che sulle capacità di ascolto, è importante anche lavorare sulle doti comunicative.
Trasmettere messaggi comprensibili aiuta prima di tutto a non dover spiegare più volte lo stesso concetto, quindi a risparmiare tempo.
Inoltre, essere chiaro nella comunicazione, aiuta i membri della squadra a capire quali sono gli obiettivi da raggiungere e quale strada percorrere per riuscirci.

3. Inizia a delegare

Affidarsi agli altri è un passo importante nella vita di ogni imprenditore. A un certo punto, è necessario delegare almeno una parte del lavoro: occuparsi di tutto personalmente ci toglie tempo prezioso che invece potremmo dedicare alla crescita dell’azienda.

Delegare per la prima volta può risultare difficile. Prova a fare un passo indietro e ad affidare ai tuoi collaboratori i compiti più basilari.
Prenditi il tempo per spiegare alla persona che dovrà occuparsene quali sono gli obiettivi e i dettagli più rilevanti.

Ti accorgerai che:

  • i lavori verranno portati a termine con più efficienza,
  • avrai più tempo per concentrarti sulle questioni cruciali,
  • i dipendenti si sentiranno stimolati a dare il massimo, perché sentiranno lo sforzo che hai compiuto nel fidarti di loro e non vorranno deludere le aspettative.

4. Non aver paura di chiedere aiuto

Tutti noi in azienda vogliamo dimostrarci sicuri e sempre sul pezzo. Tuttavia, le altre persone potrebbero sentirsi a disagio a interagire con noi, perché ci vedono perfetti, addirittura irraggiungibili.

Chiedere aiuto ai colleghi, per portare a termine alcuni compiti o anche solo per un’opinione ci rende più “umani” e crea maggiore sintonia nel gruppo di lavoro.

Inoltre, i membri del team sentiranno che il loro contributo è rilevante per il risultato finale. Il loro senso di responsabilità aumenterà, così come il loro impegno nel raggiungere l’obiettivo.

5. Risolvi i conflitti

Quando notiamo delle tensioni tra i dipendenti, la nostra prima reazione potrebbe essere quella di non intervenire. I motivi possono essere diversi: si può trattare di questioni personali, in cui non vogliamo intrometterci, oppure abbiamo timore di schierarci.

In realtà, restare estranei al conflitto non è quasi mai la soluzione migliore. La produttività potrebbe risentirne: chi riesce a collaborare in modo efficiente con una persona con cui ha litigato?
Prova a risolvere la situazione: informati su cosa è successo, senti le parti e cerca di trovare una soluzione.

Attenzione, però, con questo non stiamo dicendo di evitare i conflitti. Le persone che lavorano in un’azienda sono diverse ed è normale che nascano dei contrasti. L’importante è vederli come un’opportunità per imparare, crescere e fare le cose in modo migliore. Questa è un’idea tipica di un leader che spesso sfugge a un "semplice capo": considerare anche gli avvenimenti peggiori come generatori di valore!

6. Considera gli errori come occasioni per migliorare

Quando avviene un errore, possiamo reagire in due modi:

  • trovare il colpevole (o i colpevoli, se sono più di uno), risolvere il problema e proseguire con i lavori;
  • non fermarsi alle colpe, ma parlare con le persone coinvolte, capire perché si è verificata la situazione e trovare insieme a loro un modo per evitare che si ripeta.   

Cerca di comportarti sempre nel secondo modo, per due motivi. Prima di tutto ti mostrerai un leader, pronto non solo giudicare, ma anche a comprendere e ad aiutare. Poi, coinvolgendo i dipendenti nella correzione degli errori, li aiuterai a non commetterli più. Il rendimento ne avrà tutto da guadagnare.           

7. Trasmetti fiducia e tranquillità, anche quando le notizie non sono buone

Essere leader vuol dire saper guidare una squadra. Immagina se un capitano dicesse ai suoi giocatori che non hanno speranza di vincere la partita: quali sarebbero le conseguenze? Probabilmente le performance calerebbero, a prescindere dalla reale difficoltà della sfida.

Lo stesso avviene in azienda. Sappiamo che le difficoltà possono sembrare insuperabili. Eppure, se ci mostriamo sfiduciati e non accenniamo alle possibilità di ripresa, i dipendenti si arrenderanno all’evidenza e si sentiranno meno motivati. La situazione potrà solo che peggiorare.

Trasmetti ottimismo e cerca di dare alcune direttive per superare il momento critico: le reazioni saranno meno negative, con risultati anche sorprendenti.

8. Sii fermo, ma gentile

Abbiamo detto che un leader spesso e volentieri prima di prendere una decisione è ben disponibile ad ascoltare gli altri. Questo però non vuol dire essere in balia dei consigli.

Quando stabilisci qualcosa, rimani fermo sulle tue posizioni. Spiega le tue idee in modo garbato e con motivazioni valide e invita gli altri ad unirsi a te, accettando la sfida che andrete ad affrontare.

9. Ringrazia spesso

Ogni volta che la tua azienda raggiunge un traguardo o che viene portato a termine un progetto, ricordati di ringraziare chi ha contribuito al successo.

Il riconoscimento è fondamentale per continuare a dare il meglio di noi stessi.

 

Ed eccoci arrivati al termine della nostra lista di consigli: come li hai trovati? Ti sono sembrati interessanti? Sono il primo passo per diventare un leader, un percorso lungo e che richiede molto lavoro su sé stessi, ma che porta con sé molti benefici.